Rossi toscani al calice: cosa versiamo da Tomkat

Bere Toscana senza impegnarsi su una bottiglia intera: spesso chi cerca un buon calice in centro vuole proprio questo. Magari siete in città per due sere, avete appena finito di camminare sulle Mura e volete un Chianti Classico con carattere. Oppure abitate qui e, in un martedì qualunque, vi va un rosso toscano diverso dal solito con qualche piatto dalla dispensa.

Da Tomkat, in Via Calderia 12 nel centro storico, il calice non è la versione ridotta della carta. È un modo concreto per capire cosa stiamo bevendo in questo periodo. In carta ci sono nove vini al calice: cinque rossi, tre bianchi e uno Champagne, da 8 a 18 euro, e cambiano a ogni nuova edizione della carta. La Toscana ha il primo posto, ma non trasformiamo il calice in una lezione. Vi diciamo cosa c’è e con cosa lo berremmo dal menu di quella sera.

Toscana al calice: conta il momento

Una carta dei vini di quasi 200 etichette permette di fare molte cose. Può essere lunga per sport, oppure può servire a mettere nel bicchiere vini con una ragione precisa. Noi scegliamo la seconda strada. La nostra cantina parte dalla Toscana e dal Piemonte, poi attraversa la Borgogna, lo Champagne e una piccola parte del resto del mondo. Al calice, però, non proviamo a rappresentare ogni denominazione italiana. Sarebbe una gara noiosa.

Nell’edizione attuale della carta, quattro dei cinque rossi al calice sono toscani: un Rosso di Montalcino, un Chianti Classico, un Bolgheri e un Brunello di Montalcino. Il Chianti Classico può essere il rosso della serata quando in tavola arrivano salumi toscani, pecorini e polpette rifatte al pomodoro alla maniera toscana. Il Brunello è il vino più profondo, da prendere con calma davanti all’arrosto di manzo a cottura lenta o alla lasagna con ragù di manzo e maiale cotto 24 ore. Il Bolgheri è un rosso più pieno e mediterraneo, senza far finta che sia la scelta obbligatoria per tutti.

Non promettiamo che troverete sempre le stesse denominazioni: i calici cambiano a ogni nuova edizione della carta e seguono anche il ritmo della cucina. Chi torna spesso trova una ragione per ordinare qualcosa di nuovo. Chi è a Lucca solo per una notte può assaggiare una Toscana scelta con attenzione, senza dover indovinare davanti a una lista lunga.

Chianti Classico, Brunello e Bolgheri senza la solita recita

Sono tre nomi che molti ospiti internazionali cercano appena si siedono. Li capiamo. Il Chianti Classico ha spesso quella misura che funziona all’inizio della cena e continua a funzionare dopo il secondo piatto. Il Brunello chiede più tempo e, di solito, una tavola più ferma. Il Bolgheri può avere un passo diverso, più largo e immediato, ma dipende sempre dalla bottiglia e dall’annata: ne parliamo anche in Brunello o Bolgheri a cena.

Per questo non li trattiamo come tre caselle da spuntare. Non basta scrivere “Toscana” accanto a un vino per renderlo interessante. Un Chianti Classico al calice può valere più attenzione di un rosso più famoso. Le vecchie annate, invece, non le versiamo al calice: insieme a Borgogna, Barolo, Bordeaux maturi e bianchi toscani si aprono solo in bottiglia, quando sappiamo che a tavola troveranno il loro posto.

La scelta cambia anche in base a come volete cenare. Per un inizio leggero, con olive, Comté o un tagliere di salumi, spesso serve un vino che non occupi tutta la conversazione. Con il Pata Negra, con le costine di maiale in agrodolce o con il baccalà in salsa rossa, l’abbinamento può spostarsi in direzioni meno scontate. Non esiste un rosso toscano che risolva ogni piatto. Per fortuna.

Una carta che cambia, non una promessa stampata

Il nostro menu segue le stagioni e i calici seguono le edizioni della carta. Questo significa che un calice non resta in lista soltanto perché vende bene: a ogni nuova edizione rivediamo la selezione, teniamo i vini che stanno dando il meglio di sé e cambiamo gli altri. È una gestione meno comoda da raccontare online, ma molto più utile quando vi sedete al tavolo.

A volte la scelta è semplice: un rosso toscano con struttura accanto alla coscia di pollo disossata al miele e limone, oppure un bianco con tensione per un’ostrica Gillardeau. Altre volte la risposta è meno prevedibile. La focaccia con pomodoro biologico del Cilento può chiedere freschezza più che potenza. La pasta risottata ai pomodori misti può sorprendere con un rosso agile, non necessariamente con il vino più importante della lista.

Questa libertà è il vantaggio del calice. Potete iniziare in Toscana e poi cambiare rotta. Un ospite può bere un rosso italiano, l’altro uno Champagne. Non ci offendiamo. Anzi, ci interessa che ogni bicchiere abbia un motivo, non che tutti seguano lo stesso percorso per disciplina.

Per chi conosce già i grandi nomi, il calice è anche un modo pratico per tornare. La nostra carta completa include vini italiani e francesi da seguire con più calma, comprese annate mature di Bordeaux dagli anni Ottanta nella Bordeaux Experience, che si aprono in bottiglia. Non sono numeri messi lì per impressionare. Sono bottiglie che apriamo e proponiamo quando c’è la condizione giusta: persone curiose, tempo sufficiente e un piatto che regga la conversazione.

Quando scegliere il calice e quando fermarsi a cena

Se siete in visita a Lucca e volete bere Toscana senza costruire un programma intorno alla cena, potete passare per un calice e qualcosa dalla dispensa. Pecorini toscani, salumi lucchesi e toscani, Comté, caviale Oscietra, olive: poche cose ben scelte, con spazio per il vino. È una soluzione seria anche per una cena leggera, non un ripiego da aperitivo.

Se invece siete in due o in un piccolo gruppo e volete che la serata prenda una forma più precisa, c’è il menu degustazione da condividere: 40 euro a persona, a cui si può aggiungere un abbinamento di 3, 5 o 7 vini. Il menu segue le stagioni, quindi non promettiamo oggi il piatto che troverete fra qualche mese. Possiamo però promettere che il vino non arriverà come un accessorio decorativo.

Per chi vuole entrare più a fondo nei rossi della regione, tra le nostre degustazioni c’è anche Rossi Toscani. Si svolge alle 18:00, dura circa 90 minuti ed è disponibile in italiano e inglese. È pensata per gruppi di almeno quattro persone. Se siete da soli o in due e volete una scelta più libera, la Scelta da Tomkat parte da 20 euro anche per una persona. Non serve essere collezionisti, e non serve fingere di esserlo.

La nostra carta ha ricevuto una Silver Star nella categoria Best Newcomer List dello Star Wine List of the Year International Open 2025 e una nella categoria Best Medium-Sized List nel 2026, oltre al Wine Spectator Best of Award of Excellence nel 2025 e nel 2026. Ci fa piacere, naturalmente. Ma un riconoscimento serve fino a quando vi aiuta a capire che dietro ai calici c’è una selezione pensata, non una parete di etichette da fotografare.

Siamo aperti dal lunedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00; la domenica siamo chiusi. Se cercate un tavolo per questa settimana, prenotate su OpenTable dalla pagina prenotazioni o chiamateci al +39 376 203 5395, soprattutto nelle sere con più movimento. Se passate davanti alla porta e vi chiedete quale rosso toscano sia aperto, entrate e chiedetelo. Potrebbe essere esattamente il motivo per cui vale la pena fermarsi.

Il team di Tomkat

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