Guida vini Colline Lucchesi per la sera a Lucca

Le Colline Lucchesi non sono un vino da cercare per dovere. Sono una buona risposta a una domanda più concreta: cosa beviamo stasera a Lucca, prima di scegliere l'ennesimo Brunello? In questa guida vini Colline Lucchesi partiamo da lì. Da una tavola, da una bottiglia aperta, da un piatto che non chiede troppi discorsi.

A Tomkat, in Via Calderia 12, a due passi da Piazza San Michele, la Toscana è il primo capitolo della carta. La Francia viene subito dopo, ed è una parte seria della nostra identità. Ma chi arriva a Lucca per una o due sere vuole spesso una bottiglia toscana. Ha senso. Sangiovese, Brunello di Montalcino, Bolgheri, Vermentino e vecchie annate toscane sono le bottiglie che finiscono più spesso sui tavoli.

Le Colline Lucchesi meritano di essere conosciute, soprattutto quando si cerca un vino del posto che non sia un souvenir con il tappo. Una premessa onesta: oggi non sono nella nostra carta. Questa guida serve a orientarvi, e a capire cosa vi proponiamo noi al loro posto.

Guida vini Colline Lucchesi: da dove cominciare

Le colline intorno a Lucca hanno una misura diversa rispetto alle zone toscane più note. Qui il vino arriva da vigne vicine alla città, tra la Piana e i rilievi che si vedono appena fuori dalle mura. Non serve trasformarlo in una lezione di geografia: basta sapere che è una scelta sensata quando volete bere locale senza allontanarvi mentalmente dalla cena.

Nella denominazione si incontrano soprattutto rossi a base Sangiovese e bianchi dove il Vermentino può essere una presenza utile. Non cerchiamo una formula fissa, perché ogni bottiglia fa storia a sé. Alcune sono più immediate, altre chiedono un piatto e qualche minuto in più. La domanda che facciamo al banco è semplice: avete voglia di bianco o rosso, e avete fame davvero oppure no?

Se avete appena passato il pomeriggio tra le mura e vi sedete per iniziare la serata, un bianco toscano può funzionare bene con la nostra focaccia al lievito madre. È focaccia tostata, pomodoro biologico del Cilento, olio toscano e sale Maldon. Si condivide con le mani, senza protocollo. Con un Vermentino il risultato è diretto: freschezza, sapidità, olio buono e pomodoro. Non c'è bisogno di aggiungere altro.

Con i rossi, invece, dipende da quanto volete mangiare. Un Sangiovese toscano può accompagnare salumi e formaggi della dispensa, dalla Culatta di Parma al Jamón 100% Ibérico de Bellota, dai pecorini toscani al Comté dello Jura. Se scegliete l'arrosto di manzo a cottura lenta, con salsa chimichurri e fondo acido di manzo, possiamo spostare la conversazione su un rosso toscano più profondo. Un Sangiovese più leggero resta una possibilità, ma Brunello o Bolgheri possono essere la scelta più centrata. Non esiste una risposta obbligatoria, per fortuna.

Il vino locale non deve fare tutto da solo

La tentazione è ordinare esclusivamente locale perché siete a Lucca. È comprensibile, ma non è una regola che imponiamo. Una cena riuscita può cominciare con un calice di bianco e proseguire con una bottiglia di un'altra zona toscana. Può anche fare il contrario: un grande rosso al tavolo, poi un bianco per chi è arrivato più tardi e vuole mangiare leggero.

La nostra carta conta quasi 200 etichette, soprattutto italiane e francesi, selezionate bottiglia per bottiglia e aggiornate spesso. I numeri non sono fatti per impressionare. Servono a dirvi che non abbiamo una sola risposta pronta. Abbiamo, per esempio, Toscana e Piemonte molto presenti, incluse annate meno recenti. E abbiamo Borgogna, Champagne e Bordeaux, dai nomi storici ai piccoli produttori, con una Bordeaux Experience che parte dagli anni Ottanta.

Questo significa che in carta non mettiamo un vino solo per riempire una casella locale: per questo, oggi, le Colline Lucchesi non ci sono. Ogni bottiglia deve reggere il confronto e avere un motivo per stare accanto a un Barolo, a un Brunello o a un Bordeaux con qualche decennio sulle spalle.

Quando scegliere un calice

Versiamo una selezione di vini al calice che cambia spesso. Per chi è a Lucca solo una sera, è il modo più semplice per provare un vino toscano e lasciare spazio a un altro vino durante la cena. Per chi vive tra Lucca, la Piana e la Versilia, è anche un buon motivo per tornare in un giorno feriale: la carta al calice non rimane ferma a lungo.

Il calice ha senso se volete confrontare due idee diverse della Toscana senza aprire due bottiglie. Un bianco con la focaccia, poi un Sangiovese con l'arrosto di manzo, per esempio. Oppure un rosso toscano con la dispensa e un calice francese a fine serata. Non è un esame. È una cena.

Se invece siete in quattro, avete scelto salumi, formaggi, costolette di maiale agrodolci e un piatto più importante, una bottiglia dà più continuità al tavolo. In quel caso vi diciamo cosa è aperto, cosa è pronto da bere e cosa sta bene con quello che avete ordinato. La risposta può essere un toscano giovane. Può essere un vecchio toscano. Può essere francese. La bottiglia giusta non ha bisogno di passaporto.

Colline Lucchesi, Brunello o Bolgheri?

Sono tre scelte diverse, non tre gradini della stessa scala. Le Colline Lucchesi sono la scelta di chi vuole rimanere vicino a Lucca e bere un vino che parla del paesaggio appena fuori città. Un Brunello di Montalcino porta di solito più struttura e più profondità, ed è una delle richieste più frequenti da noi. Bolgheri, invece, può essere la strada giusta quando cercate un rosso più ampio e deciso.

Il punto non è stabilire quale sia “migliore”. Dipende dalla tavola, dal numero di persone e da quanto tempo avete. Se avete prenotato tardi e volete una cena semplice, un rosso toscano semplice con la dispensa può essere più che sufficiente. Se la serata è una ricorrenza o avete voglia di aprire una grande bottiglia toscana, abbiamo anche quello.

Per gli ospiti internazionali, spesso il valore delle Colline Lucchesi è proprio qui: sono vini che difficilmente incontreranno di nuovo con la stessa facilità. Brunello e Bolgheri si trovano in molte carte importanti. Il vino delle colline intorno a Lucca ha un contesto più preciso. Lo bevete a Lucca, e il giorno dopo potete ancora vedere da dove arriva il suo paesaggio.

Una tavola piccola, una scelta ampia

Tomkat è un'enoteca con cucina, non una sala da cerimonia. Il menu è corto e la dispensa permette di costruire una cena leggera senza ordinare un percorso intero. Ci sono anche ostriche Gillardeau e caviale, se la serata prende una direzione diversa dal previsto. Succede.

Per questo teniamo insieme Toscana e Francia. La maggior parte dei nostri ospiti sceglie vino toscano, e noi partiamo volentieri da lì. Ma la Borgogna, lo Champagne e Bordeaux spiegano la parte più personale della cantina, quella che ci ha portato al Best Newcomer di Star Wine List nel 2025 e al Best Medium-Sized Wine List nel 2026. Wine Spectator ci ha assegnato il Best of Award of Excellence nel 2025 e nel 2026. Bene. Poi bisogna pur sempre scegliere cosa bere con la cena.

Se volete capire la carta senza perderci la serata

Potete prenotare una degustazione guidata a partire da 20 euro. È utile se volete mettere a confronto diverse espressioni toscane, oppure se siete curiosi della parte francese della carta ma volete restare con i piedi a Lucca. La costruiamo attorno a quello che vi interessa e al tempo che avete, non attorno a un copione.

Siamo aperti la sera, dal lunedì al sabato, dalle 18:00 alle 23:00. Per una prenotazione dell'ultimo momento potete usare OpenTable o chiamare il +39 376 203 5395. Se passate da Piazza San Michele, Via Calderia è vicina. Se cercate un vino del territorio, chiedetecelo: vi diremo con sincerità cosa abbiamo di più vicino a quello che cercate, senza farne un dramma.

Una guida serve fino a quando non vi sedete. Dopo conta il tavolo, quello che avete ordinato e la bottiglia che avete voglia di finire.

Pier Giulio Bendinelli

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